
FABRONI SOUND ROOMS | Arte sonora in dialogo con la collezione permanente
Gennaio-Marzo 2026
Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni
Pistoia, via Sant’Andrea 18
TEMPO REALE | FABRONI SOUND ROOMS
Arte sonora in dialogo con la collezione permanente
Lo scopo del progetto è proporre brevi performance di arte sonora all’interno della collezione permanente del museo, in grado di dialogare con alcune delle principali opere visive della collezione e stimolare un confronto tra i grandi classici presenti e la creatività più attuale. È un’azione in grado di integrare e ibridare, concettualmente e tecnicamente, i vari aspetti dell’espressività, grazie a opere che pur essendo focalizzate sull’arte sonora si connettono a forti elementi visivi e oggettuali. La rassegna è realizzata nell’ambito del progetto FABRONI SOUND MUSEUM | Verso la costituzione di un polo per la ricerca sonora a Pistoia (2025-2026).
Domenica 18 gennaio – ore 12, 15, 17
Cristina Mercuri
In dialogo sonoro con “Gli etruschi” (Mario Nigro, 1979)
Cristina Mercuri. Laureata con lode nel 2023 al METS del Conservatorio Ghedini di Cuneo, si occupa di sound design e programmazione informatica. Ha presentato il proprio lavoro in festival e contesti internazionali, tra cui la Biennale Architettura di Venezia, Parigi e Chicago, collaborando con artisti e istituzioni del panorama musicale e performativo contemporaneo.
“Gli etruschi” (Mario Nigro, 1979). Dodici pannelli affiancati, equidistanti, di colore rosa acceso e lilla rappresentano il concetto della “metafisica del colore”, valorizzando il cromatismo, aspetto fondamentale della pittura secondo l’artista, restituito in modo essenziale, al fine di rispecchiare la condizione della psiche umana.
Domenica 1 febbraio – ore 12, 15, 17
Pierpaolo Ovarini
In dialogo sonoro con “Progetto di lettura globale” (Fernando Melani, 1976)
Pierpaolo Ovarini. Musicista, sound artist e ricercatore. Dottorando presso Tempo Reale (Firenze), con la supervisione del Conservatorio di Bologna e dell’Accademia di Napoli. La sua ricerca attraversa composizione, performance e installazione, con un’attenzione particolare ad un uso plastico del suono elettronico nello spazio architettonico. Ha presentato il suo lavoro in contesti nazionali e internazionali, tra cui Biennale di Venezia, Centre GRAME e Archivio Home Movies.
“Progetto di lettura globale” (Fernando Melani, 1976). 32 tavolette monocrome di differenti misure, materiali e colori fanno emergere le “segrete risonanze della materia” grazie all’interazione di materiali diversi, riducendo al massimo ogni “contraffazione ad immagine dell’uomo”.
Domenica 15 febbraio – ore 12, 15, 17
Agnese Banti
In dialogo sonoro con “Itinerario luce” (Gualtiero Nativi, 1977)
Agnese, Delia Banti. Artista sonora, performer e overtone singer con base a Bologna. Collabora con varie personalità e realtà della scena performativa e sonora. Con un interesse sfaccettato per il suono e la musica, la sua attività artistica gravita intorno alla composizione per lo spazio, la voce corale, gli studi sul paesaggio sonoro, la ricerca attorno al rapporto gesto-suono, i repertori di musica tradizionale e la dimensione collaborativa del processo creativo.
“Itinerario luce” (Gualtiero Nativi, 1977). Costituita da una serie di volumi rettangolari in progressione, che creano nella tela un lento ma progressivo slittamento laterale, l’opera è fondata sullo stretto rapporto tra musica e colore al fine di creare una rappresentazione visiva del suono con accordi cromatici vellutati di colore giallo, azzurro, blu e bianco.
Domenica 1 marzo – ore 12, 15, 17
Sofia Weck
In dialogo sonoro con “Senza titolo” (Jannis Kounellis, 1993-2009)
Sofia Weck. Musicista e ricercatrice, laureata in Letteratura italiana contemporanea e in Tromba jazz, è attiva come cantante e trombettista, sia autrice che interprete, in contesti interdisciplinari in Italia e all’estero. Collabora stabilmente con NoMus, archivio musicale e centro studi sulla musica del 900 e contemporanea ed è dottoranda in Artistic Research on Musical Heritage con un progetto su Sylvano Bussotti.
“Senza titolo” (Jannis Kounellis, 1993-2009). Due campane, esposte su pali di legno a cui sono ancorate saldamente con massicce corde di juta, rimandano all’estensione spaziale e sonora di un luogo d’unione tra persone, sottolineato anche dall’utilizzo delle corde annodate. Un intenso dialogo con lo spazio che ristabilisce nuove chiavi di lettura e permettono una costruzione spirituale e mentale al tempo stesso.
Informazioni
1 febbraio e 1 marzo: ingresso libero in occasione di #domenicalmuseo
18 gennaio e 15 febbraio: ingresso al museo intero € 3.50, ridotto € 2.00 comprensivo delle performance
musei.comune.pistoia.it




