
LETTERE DAL CARCERE | Podcast
Il progetto prende spunto dalla significativa esperienza portata avanti nelle strutture carcerarie della Nuova Zelanda, paese sensibile alle condizioni di vita e alle possibilità di riscatto sociale della popolazione detenuta, dove si svolge un’attività rivolta a madri detenute sul tema delle ninnenanne, scritte e cantate da loro su musica già esistente o di nuova composizione registrata poi su supporti audio per i loro figli.
Con questa ispirazione nasce “Lettere dal Carcere”, progetto che Tempo Reale, insieme a Massimo Altomare, ha destinato ai detenuti e alle detenute della Casa Circondariale di Sollicciano.
In questo caso la proposta riguarda non solo le ninne nanne, ma anche la semplice composizione di un messaggio, sotto forma di lettera, canzone o rap, rivolto ai propri cari ma anche più genericamente al mondo esterno. Una volta realizzato il messaggio è stato arricchito da elementi sonori, curati dai musicisti di Tempo Reale, oltre a frammenti di brani dell’Orkestra Ristretta. Il risultato sono questi podcast che rappresentano un vero e proprio incontro di emozioni e di anime, una testimonianza, una memoria storico e sonora.
Lettere dal carcere è un progetto di Tempo Reale e Massimo Altomare
Testi di Sabina, Veliu, Gabriele
Voce di Sabina, Marco, Gabriele
Musica di Massimo Altomare, June Carter e Merle Kilgore, Simone Faraci, Francesco Giomi, Giovanni Magaglio
I brani “La Nave” e “Rapatuà” sono eseguiti da Orkestra Ristretta, la versione “Ring of Fire” è eseguita dal Coro Confusion diretto da Benedetta Manfriani
Sound design e drammaturgia sonora: Federico Pipia
Registrazioni: Andrea Dell’Olio, Francesco Vogli
Coordinamento: Loredana Terminio
Si ringrazia Monica Sarsini per il contributo dal corso di scrittura creativa
Edizioni Musicali Micio Poldo per i brani “La Nave” “Rapatuà” e “Ring of fire” dal cd IN OUT di Orkestra Ristretta – Per gentile concessione della M.P. & Records
In collaborazione con Ministero della Giustizia, Casa Circondariale di Sollicciano, Novaradio

Foto © Davide Parolin



